Esporti i prodotti WooCommerce in Excel o CSV scaricando il catalogo come file CSV, che Excel apre direttamente. Le vie sono tre: l’export nativo di WooCommerce, l’API REST, o un’estrazione esterna che legge le pagine dei prodotti. Su un negozio piccolo l’export nativo basta, ma sui cataloghi grandi va spesso in timeout, e allora l’API o l’estrazione esterna sono più stabili. Qualunque via scegli, vale la stessa regola: includi tutti i campi, nome, prezzo, SKU, varianti, giacenza, categorie e immagini, altrimenti l’export è incompleto. WPBuildAI scansiona il negozio online e restituisce i prodotti in un file CSV pulito, anche quando l’export nativo dà errore 500.

Perché l’export nativo si blocca sui cataloghi grandi

L’export nativo fa tutto in un colpo solo, ed è proprio questo che lo fa fallire su scala. Costruire un file con migliaia di prodotti e tutti i loro campi in un’unica richiesta richiede molta memoria e tempo, e il server interrompe il processo al superamento del limite, con un timeout o un errore 500. Il Web Almanac 2024 (HTTP Archive) ricorda quanto lavoro WordPress svolge a ogni richiesta, e un export massiccio impila tutto in una volta. La soluzione è dividere: prendere i dati a blocchi, così nessuna singola richiesta è troppo pesante.

  • Export nativo. WooCommerce ha un proprio export dei prodotti in CSV: funziona bene su negozi piccoli e medi.
  • API REST. L’API REST di WordPress e gli endpoint di WooCommerce restituiscono i prodotti come dati strutturati, pagina per pagina, evitando la grande richiesta unica.
  • Estrazione esterna. Uno strumento che legge le pagine pubbliche dei prodotti costruisce il file dall’esterno, senza caricare il tuo server, e funziona anche quando l’amministrazione è instabile, come visto in estrarre i dati senza phpMyAdmin.

La via giusta dipende dalle dimensioni del catalogo e dallo stato dell’hosting.

Cosa includere per ogni prodotto

Un export completo contiene molto più di nome e prezzo. Includi il nome, la descrizione, il prezzo (pieno e scontato), lo SKU, la giacenza, le categorie e le immagini con il testo alternativo. In un negozio questi dati sono il patrimonio principale, e la ricerca di Baymard sull’abbandono del carrello ricorda quanto è costoso conquistare un cliente: tutto ciò che aiuta la decisione d’acquisto conta. Una scheda esportata a metà, senza immagini o giacenza, lascia il negozio nuovo più povero dell’originale.

Le varianti, l’errore classico

Le varianti sono il punto in cui gli export perdono più dati. Un prodotto con taglie o colori ha più varianti, ognuna con il proprio SKU, prezzo e giacenza, e tutte devono uscire, non solo il prodotto padre. È anche ciò che gonfia il catalogo: mille prodotti possono diventare molte migliaia di varianti. Dopo l’export controlla che le varianti ci siano e che i campi corrispondano, altrimenti le schede restano a metà, il che è peggio di una mancanza evidente perché sembra tutto a posto.

CSV ed Excel: come si aprono

Excel apre direttamente il CSV, quindi il CSV è il formato pratico a cui esportare. Una cosa a cui fare attenzione è la codifica: le lettere accentate italiane (à, è, ì, ò, ù) possono uscire sbagliate se il file non è salvato in UTF-8. Apri sempre il file finito e controlla che i nomi dei prodotti siano corretti prima di proseguire. Se poi importerai i prodotti in un’altra piattaforma, lo stesso CSV è spesso il punto di partenza, perché quasi tutti i sistemi leggono questo formato.

Se l’export prepara una migrazione

Spesso l’export del catalogo è il primo passo di una migrazione verso un’altra piattaforma. In quel caso contano due cose oltre ai dati. Mantieni gli URL dei prodotti dove puoi, e imposta un redirect 301 per ogni indirizzo che cambia, secondo la guida di Google sullo spostamento con modifiche agli URL, altrimenti le pagine prodotto perdono posizione. Il metodo è descritto in mappare gli URL dei prodotti e in migrare su Shopify senza perdere SEO.

Passo per passo

  1. Elenca i prodotti e i loro URL, varianti comprese.
  2. Scegli il metodo in base alle dimensioni: export nativo, API o estrazione esterna.
  3. Esporta in CSV con tutti i campi e le immagini.
  4. Apri il file in Excel e controlla codifica e varianti.
  5. Se è una migrazione: mantieni gli URL e imposta i 301 per quelli che cambiano.
  6. Importa nella nuova piattaforma e confronta il numero con l’originale.

Esempio: un catalogo da 2000 prodotti

Prendiamo un negozio da 2000 prodotti dove l’export nativo va in timeout ogni volta. Al suo posto i prodotti vengono presi tramite l’API REST, pagina per pagina, così nessuna richiesta è troppo pesante. Il file ottenuto contiene tutte le varianti, i prezzi, gli SKU e le immagini con il testo alternativo, salvato in CSV con codifica UTF-8. In Excel si controlla che le accentate siano corrette e che le varianti ci siano. Trattandosi anche di una migrazione, gli URL dei prodotti vengono mantenuti e i pochi che cambiano ricevono un 301. Il numero di righe viene confrontato con il negozio: 2000 prodotti e le loro varianti, tutto presente. L’export che prima si bloccava finisce in pochi minuti, perché il lavoro è stato diviso.

Errori da evitare

  • Affidarsi all’export nativo su un catalogo grande, dove va in timeout.
  • Esportare i prodotti padre ma perdere le varianti.
  • Salvare il file con la codifica sbagliata, e ritrovarsi le accentate rotte.
  • Dimenticare le immagini e il loro testo alternativo.
  • In una migrazione: non mantenere gli URL dei prodotti, che finiscono in 404.

Cosa ricordare

Esporti i prodotti WooCommerce in Excel o CSV scaricandoli come CSV, con l’export nativo, l’API REST o un’estrazione esterna. Sui cataloghi grandi l’export nativo va in timeout, quindi l’API o l’estrazione esterna sono più stabili. Includi tutti i campi e le varianti, e controlla la codifica in Excel. Se è una migrazione, mantieni gli URL dei prodotti e imposta i 301 per quelli che cambiano. WPBuildAI scansiona il negozio online e restituisce i prodotti in un file CSV pulito, anche quando l’export nativo dà errore 500. Invia l’indirizzo del tuo negozio per un’analisi gratuita.

Senza affiliazione con WordPress, Lovable, Webflow, Shopify, Wix o Squarespace.