Salvi tutte le foto di un sito web scaricandole in blocco da due fonti, a seconda dell’accesso che hai. Con accesso al backend, la cartella wp-content/uploads di WordPress contiene tutti i file caricati, e la copi via FTP o con un archivio. Senza accesso, un crawler percorre le pagine pubbliche e scarica ogni immagine che trova, dai contenuti alle gallerie, leggendo il sito come fa un browser. La scelta dipende quindi solo da una cosa: se puoi entrare nel server o no. In entrambi i casi conviene tenere anche i nomi dei file e il testo alternativo, perché contano per la SEO delle immagini, e fare attenzione alle versioni in più dimensioni che WordPress genera per ogni foto. WPBuildAI analizza il sito e restituisce tutte le immagini con i loro percorsi e il testo alternativo, pronte da salvare.
Due fonti: la libreria media e le pagine pubbliche
Prima del metodo, conviene capire dove vivono le foto, perché determina come le prendi. La prima fonte è la libreria media, cioè la cartella uploads sul server, che raccoglie ogni file caricato in WordPress: è la fonte più completa, ma richiede accesso al backend. La seconda fonte sono le pagine pubbliche del sito, dove le immagini appaiono: questa fonte non richiede accesso, perché basta leggere il sito come un visitatore. La differenza pratica è che la libreria contiene anche file non più usati in nessuna pagina, mentre le pagine pubbliche contengono solo ciò che è davvero mostrato. Sapere quale ti serve guida la scelta del metodo.
Con accesso: la cartella uploads
Se hai accesso al backend, la via più diretta è la cartella wp-content/uploads. Lì WordPress salva ogni immagine caricata, organizzata in sottocartelle per anno e mese. La copi per intero via FTP o creando un archivio dal pannello dell’hosting, e ottieni tutti i file in un colpo. Questo metodo è completo, perché prende anche le immagini non collegate ad alcuna pagina. La cartella uploads è spesso la parte più pesante del sito, e il Web Almanac 2024 ricorda quanto incidono le immagini, quindi mettilo in conto per il tempo di download. Verifica che le sottocartelle siano arrivate tutte.
Senza accesso: scaricare dalle pagine
Se non hai accesso al backend, salvi comunque le foto leggendo le pagine pubbliche. Un crawler parte dalla home, segue i link, apre ogni pagina e scarica le immagini che trova nel contenuto, nelle gallerie e negli sfondi. Se l’API è attiva, la WordPress REST API può anche elencare i media in JSON. È lo stesso approccio di estrarre tutte le immagini in una volta e di estrarre i dati senza phpMyAdmin: non serve entrare nel server, basta ciò che è pubblicamente visibile. Il limite è che prendi solo le immagini effettivamente mostrate, non quelle scollegate nella libreria.
Non perdere i nomi e il testo alternativo
Salvare le foto non è solo scaricare i file: i dettagli che le accompagnano contano. Tieni i nomi originali dei file, perché spesso descrivono il contenuto e fanno parte dell’URL dell’immagine. Soprattutto, conserva il testo alternativo, l’attributo alt, che descrive l’immagine per l’accessibilità e per la ricerca per immagini. Se salvi solo i file e perdi i nomi e gli alt, butti via segnali SEO costruiti nel tempo. Quando raccogli le immagini dalle pagine, prendi anche l’alt associato a ciascuna, così se le rimetti su un nuovo sito puoi riassegnarlo invece di ripartire da zero.
Attenzione alle dimensioni multiple
Un dettaglio che sorprende molti: per ogni foto caricata, WordPress genera diverse versioni in dimensioni differenti, una miniatura, una media, una grande e così via. Nella cartella uploads questo significa che troverai più file per ogni immagine originale. Quando salvi, decidi cosa ti serve: l’originale a piena risoluzione è quello da conservare, mentre le versioni ridotte le rigenera la nuova piattaforma. Se le prendi tutte senza distinguere, ti ritrovi un archivio gonfio di duplicati di dimensioni diverse. Identificare la versione originale di ciascuna foto rende l’archivio pulito e utile per una migrazione, invece di un mucchio di varianti.
Passo per passo
- Scegli la fonte: la cartella uploads se hai accesso, le pagine pubbliche se no.
- Con accesso: copia wp-content/uploads via FTP o archivio.
- Senza accesso: percorri le pagine e scarica ogni immagine.
- Conserva i nomi dei file e il testo alternativo.
- Distingui l’originale dalle versioni in più dimensioni.
- Se stai migrando: mantieni le URL delle immagini o imposta i 301.
Esempio: salvare le foto di un sito senza backend
Prendiamo un sito di cui non si ha più l’accesso al pannello, ma di cui servono tutte le foto. Poiché il backend non è raggiungibile, si usa la seconda via: un crawler percorre le pagine pubbliche, apre ogni articolo e galleria e scarica le immagini che trova, raccogliendo per ciascuna il percorso e il testo alternativo. In poco tempo si ottiene l’insieme completo delle foto mostrate sul sito, organizzate con i loro nomi. Si tiene la versione a piena risoluzione di ognuna. Quando le immagini verranno rimesse su una nuova piattaforma, il testo alternativo salvato viene riassegnato, e le vecchie URL ricevono un 301 se cambiano, così le foto restano in Google Immagini, come spiega immagini non visibili dopo la migrazione.
Errori comuni
- Salvare solo i file e perdere i nomi e il testo alternativo.
- Prendere tutte le versioni in più dimensioni invece dell’originale.
- Affidarsi alle sole pagine pubbliche e perdere le immagini scollegate nella libreria.
- Dimenticare le immagini nelle gallerie o negli sfondi, non solo nel testo.
- In una migrazione, far cambiare le URL delle immagini senza 301 e perderle da Google Immagini.
Cosa ricordare
Salvi tutte le foto di un sito web da due fonti: la cartella wp-content/uploads se hai accesso al backend, o le pagine pubbliche con un crawler se non ce l’hai. La prima è più completa perché include anche i file scollegati; la seconda non richiede accesso. In entrambi i casi conserva i nomi dei file e il testo alternativo, che contano per la SEO delle immagini, e distingui l’originale dalle versioni in più dimensioni. Se stai migrando, mantieni le URL delle immagini o imposta i redirect 301, secondo la guida sullo spostamento di un sito e la documentazione sui redirect, come anche in migrare le immagini su Vercel. WPBuildAI analizza il sito e restituisce tutte le immagini con i loro percorsi e il testo alternativo, pronte da salvare. Invia l’indirizzo del tuo sito per un’analisi gratuita.
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